Biografia
Dacché ho memoria, la mia passione per l’arte ha risalenza ormai tanto remota che, raggiunto il quarto di secolo, ho deliberatamente perduto l’urgenza di piegarmi al calcolo delle primavere trascorse a brandire pennelli, combinare pigmenti, eseguire imprimiture.
Si confronta con il linguaggio della pittura il mio primo contatto col mondo dell’arte: un esercizio personale di libertà che, nel tempo, si affina attraverso il metodo e l’attività di ricerca. Aspetti che, oltre ogni ragionevole dubbio, sono andata mutuando dal contesto degli studi universitari frattanto avviati.
Dal percorso in giurisprudenza alla successiva attività da ricercatrice in criminologia e neuroscienze forensi: la quantità di anni – che, per le stesse ragioni di cui sopra, sfugge imprevedibilmente alle mie capacità di computo – impiegata a studiare e a redigere articoli specialistici ha orientato il mio interesse anche verso quel ramo del mondo dell’arte più strettamente legato all’analisi delle opere.
Ho intrapreso, così, le attività di critica e di curatela, germinanti da un terreno nutrito dall’esperienza sulla tela e dalla disciplina impartita dal diritto.
E se legittimamente siete a domandarvi cosa possa scaturire da un simile intreccio, concediamoci l’occasione di collaborare e sui risultati siate voi a pronunciare sentenza.

